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Guarda le testimonianze oneste e sincere delle donne che già si allenano con me:

Non c’è nulla da fare:
per vivere bene bisogna fare fatica.

Finché non capiremo o meglio, proveremo gli effetti della fatica su di noi in toto, non potremo appassionarci alla vita vera in tutte i suoi risvolti più o meno belli.

 

 

Appassionarci è indispensabile per far sì che una cosa resti nella nostra vita per sempre.
 

Ti voglio ora raccontare cosa ha dato una svolta vera e permanente alla mia vita.

 
Scegliere sempre la fatica.
 

Ciao, sono Beatrice Barbieri e, se hai visto il video qui sopra, avrai imparato qualcosa su di me. Sono una Mamma come tante altre (forse anche come te che stai leggendo queste righe), mi alleno da sempre e da qualche anno ho deciso di aprire un blog, che forse conoscerai, che si chiama Running Mama dove condivido le mie esperienze, qualche aneddoto sulla mia vita personale e professionale e aiuto le donne (le chiamo scherzosamente “le mie ragazze”) non solo a rimettersi in forma, ma a ritrovare un vero e proprio equilibrio sia fisico che emotivo nella loro vita.

Io ho passato varie fasi nella mia vita e vorrei raccontarti un po’ di me. Da iper responsabile, brava bimba, secchiona, ordinata a irresponsabile, anarchica, degenerata.

Ciò che muoveva tutte queste fasi era l’assenza di amore per me stessa.

Quando avevo circa 8 anni i miei genitori hanno deciso di trasferirsi e cambiare lavoro.

Questo cambiamento radicale ha implicato per me:

– Cambio casa
– Cambio stile di vita totale
Cambio scuola

I miei genitori erano custodi di una grande e importante azienda, quindi vivevamo in una casa situata proprio dentro al complesso aziendale.

Avevo una rete protettiva, costituita da affetti e “privilegi” come la cuoca della mensa che mi coccolava e mi faceva da nonna, i due portinai con cui chiacchierare, impiegate e segretarie che mi pitturavano le unghie o mi regalavano bracciali, un cortile immenso, davvero sconfinato pieno di attrazioni (rampe, container, uffici, officine, fontanelle) in cui giocare, girare, inventare…in estrema e totale sicurezza.

Diciamo che vivevo in un mondo…ovattato. Fuori dalla realtà.

Vivevo in una famiglia allargata.

Atterrare nella nuova realtà… È stato un impatto duro non lo nego.

Non avevo una camera ma una poltrona letto in salotto.

I miei genitori uscivano alle 6.00 e rientravano alle 22.00 così da sola dovevo:

– Svegliarmi
– Prepararmi
Andare a scuola
– Tornare
– Prepararmi il pranzo
– Fare i compiti
– Gestirmi l’intera giornata

Tutto ciò mi ha permesso di sviluppare una grande autonomia e autosufficienza ma avevo troppo peso sulle spalle da portare:

 

 

DOVEVO ESSERE TOTALMENTE RESPONSABILE DI ME.

 

 

Ogni giorno dovevo compiere scelte in modo autonomo e senza un riferimento o un esempio.

Avevo paura. Soprattutto la sera, quando faceva buio e i miei genitori tornavano oltre le 22.00 per fermarsi fuori a cena.

Le trasmissioni televisive che potevano intrattenermi finivano e io ripiegavo su cose troppo da adulta, ma almeno…facevano compagnia alle mie lacrime.

Ho fatto presto ad abituarmi ad essere sola.

Anzi mi piaceva. La mia famiglia erano diventate le mie amiche di quartiere. Ci trovavamo ogni giorno e stavano insieme ore ed ore.

Spesso le invitavo a casa mia e facevo spaghetti per tutte oppure serata pizza oppure tapparelle chiuse e si guardava Twin Peaks. Ecco loro erano la mia famiglia. La mia compagnia. La mia sicurezza. Il mio riferimento. Il mio tesoro. Ed io il loro. Col tempo con una di loro ho legato molto di più rispetto alle altre ed è nata una sorellanza finita poi con la nascita di Giovanni. Ma questa è un’altra storia.

La mia vita è poi proseguita in quel paese per diversi anni anche senza i miei genitori. Loro infatti si sono poi nuovamente trasferiti ed io sono rimasta ospite dei miei zii. In questa nuova situazione ho trovato sostegno.

– Cibo sano e pronto

– C’era sempre qualcuno a casa

Potevo chiacchierare in ogni momento

– Se stavo male mi curavano


Ma era difficile. Non ero abituata. Non ero abituata ad essere sgridata o a ricevere consigli. Non ero abituata ad avere orari. Non ero abituata a mangiare a tavola in 3.

Da un lato mi sono adagiata per quanto riguarda la mia capacità di essere responsabile e disciplinata.

Tanto c’erano loro che mi sgridavano se sbagliavo e spesso purtroppo, come da manuale, perseveravo nell’errore. Ho preso la strada dell’irresponsabilità e attrazione per il proibito.

La mia indole però non era quella. Il mio sguardo era sempre rivolto ad esempi positivi e quando venivo a contatto con uno di questi, riprendevo per un po’ la strada la strada giusta.

Ma era faticoso. Ero talmente stanca di aver dovuto pensare a tutto per così tanto, che finivo per prevedere la facile strada preferivo delle cose sbagliate.

Con tutto questo discorso voglio dire che se oggi riesco ad essere disciplinata, responsabile, riflessiva, se sono in grado di fare scelte per il mio bene è perché le ho provate tutte!

Ho provato il bene ed il male sia subito che inflitto.

Ho capito che è molto meglio faticare, lavorare, impegnarsi e prendere la difficilissima e durissima strada del self love e delle cose pulite, vivendo una vita fatta di cose che scegliamo con estrema libertà disciplinata piuttosto che una vita costretta in schemi seguendo il manuale della brava bambina.

Ho sempre cercato di seguire l’istinto di sopravvivenza, quella vocina che abbiamo dentro ma che da grandi tendiamo a sopprimere oppure non sappiamo più ascoltare perché la suocera dice che…, il marito non vuole, il capo invece vuole che…

Eppure io ora sono qua.

Con tutte le mie prove ed errori sono qua a scrivere.

Sono madre.
Sono single.
Sono imprenditrice.
Sono Personal trainer.
Sono blogger.
Sono donna.
SONO VIVA.

Non ho mai praticato sport fino a dopo l’esame di maturità. Finito quell’impegno con la scuola e tutti gli obblighi e doveri derivanti, mi è venuto a mancare qualcosa.

Avevo un fidanzato meraviglioso, il migliore che potessi avere. Frequentavo l’università. Ma…mi mancava qualcosa. Così ho iniziato a fare lunghi giri in bici. Prendevo e andavo. Cercando di andare sempre più lontano. Ricordo che il mio fidanzato mi dava della pazza!

Poi con l’arrivo dell’autunno mi sono iscritta in palestra ad un corso di step e aerobica.

 

Fu amore a prima vista

 

A gennaio avevo già 2 brevetti per insegnare fitness e con grande successo collaboravo con diverse palestre della mia zona. Arrivavo a fare 8 ore di classi al giorno. L’università completamente accantonata. Volevo saperne sempre di più di fitness, così divoravo corsi di formazione e workshop.

Poi è arrivata la corsa…non avevo tempo per allenarmi e non volevo avere orari fissi in cui allenarmi. In più, sentivo il bisogno di mettere la testa fuori dalle mura della palestra, che in un secondo momento diventò un ufficio.

E lì… mi sono innamorata. Ho iniziato a capire cosa significasse fare fatica con lo sport. Avevo paura eh. Avevo paura di morire. Di essere troppo stanca. Di ammalarmi. Che mi succedesse chissà che.

Poi, ho deciso. Non so come spiegarlo.

Ho sentito che se mi fossi data, se messo dato tanto di me e delle mie energie nel fare, se avessi appunto fatto FATICA, avrei ottenuto per forza qualcosa.

Come un fioretto. Come un pellegrinaggio. Come un “do ut des”. Un patto con l’universo.

Quindi ho iniziato a spingere di più nello sport. Fare di più. Sudare nel fare tutte le cose. Mettere energia in tutto.

Da lì è stato amore.

A parte il fatto che il mio corpo realmente cambiava, quindi già questo mi motivava, cioè dava proprio ragione alla mia visione da pazza, cambia la mia testa.

Entravo sempre più in intimità con me, i miei pensieri, iniziavo a capire la mia verità e quanto fosse importante essere oneste con se stesse.

Capivo quanto fosse stato deleterio e improduttivo raccontarmela per tanti anni e nascondermi con maschere al mondo.

Insomma, iniziavo a conoscere la Bea. Il suo funzionamento interiore, i suoi pensieri nascosti, i suoi gusti, il suo corpo…

Più faticavo più mi conoscevo.
Più mi esponevo, più ottenevo.
Più disciplina mettevo, più libertà guadagnavo.
Più stavo nella stessa strada accettando e affrontando i dolori e le fatiche, più le soddisfazioni arrivano.


E arrivavano anche i cambiamenti veri. Consistenti. Permanenti. Utili.
 

La mia forza cresceva, così come la mia volontà.

Cresceva la mia autostima facendo sì che io iniziassi a credere che potevo avere di più in tutti gli ambiti della vita, continuando a faticare con passione ed impegno.

Così sono arrivata ad oggi.

Ho un blog nato per scelta estemporanea: RunningMama.it

Ho un figlio nato da un matrimonio che è finito.

Ho un lavoro che amo.

Ho la vita che sognavo.

Ora ho altri sogni quindi dovrò faticare ancora di più!

La nostra testa, il nostro corpo, il nostro modo di vivere le giornate e le emozioni, cambieranno dopo che saremo entrate in intimità con la fatica.

Capiremo che non è da rigettare, non è da detestare, non è da evitare.

So che penserete io sia matta. Ma chi lo ha già provato sa benissimo ciò di cui parlo.

Guadagnarsi le cose accettando il fatto che vivere richiede costantemente fare fatica, è già un’ottima strategia per smettere di cercare espedienti e scorciatoie che ci riporteranno al punto di partenza se non più indietro.

“Beh ora vado al ferie, ci penserò al mio ritorno a rimettermi in forma!”

“Dai questo week end faccio stravizi poi da lunedì…”

“Ho lavorato come una pazza questa settimana, direi che io possa concedermi di fare meno per un po’.”

“Che vuoi che sia un biscotto?”

“Quelle sono matte a correre e ad andare in palestra, io faccio una bella lipo, prendo il mio frullato sostitutivo per 3 mesi e sono più in forma di loro!”

“Nooo ma è sempre lunedì, lavoro, lavoro lavoro…meno male che fra 3 mesi è Natale e Dio salvi il venerdì!”

Ecco quali sono i pensieri che ci portano a vivere tutto come un peso.

Pensare di avere via di scampo facile alla nostra vita. Spesso la individuiamo in una vacanza, o in un passaggio di anno (anno nuovo vita nuova), oppure in un furbesco stratagemma per arrivare prima ad un risultato.

C’è chi vive così.

Però sono certa nessuno sia soddisfatta.

L’ho fatto anche io.

Cambiavo continuamente lavoro sperando fosse più facile, bello, divertente, meno impegnativo ma in realtà mi trovavo sempre punto e a capo, se non più indietro.

Non riuscivo ad accettare il fatto che io dovessi necessariamente fare determinate cose per ottenerne altre.

Non riuscivo ad accettare di essere imprigionata per 8 ore al lavoro, oppure credevo che allenandomi ogni giorno avrei potuto mangiare tutto ciò che volevo, oppure credevo che bastasse dedicarsi ad una persona un giorno e capare di quella rendita per un po’.

Credevo che un giorno mi sarei svegliata senza problemi e sarei stata a posto a vita.

Credevo che un giorno avrei trovato un uomo ricco, buono e bravo che mi avrebbe risolto i problemi e così avrei potuto smettere di faticare e soffrire.

Sapete perché ragionavo così? Perché io in realtà la fatica non la conoscevo. Conoscevo la sofferenza data da una vita brutta e difficile ma è ben diverso dal mettersi in gioco e starci.

Mi buttavo in esperienze, cercavo in ogni modo di tirarmi fuori dalla mia situazione, ma mollavo.

Alla prima difficoltà cambiavo strada. Così perdevo tutto ciò che avevo ottenuto in cambio di una cosa nuova, pulita, facile, ma…poi tornavo al punto di dover faticare perché funziona così!

Nel bel mezzo di questa situazione ho trovato un uomo che amavo sinceramente, che ho sposato e, poco tempo dopo è nata la più grande gioia della mia vita: mio figlio Giovanni.

Ma qualche dopo è iniziato l’Inferno. Mai stata più prigioniera di così nella mia vita. Troppi compromessi, regole, ricatti morali. Io ero una donna senza prospettive e senza una dimensione mia.

E così…

“Ti va bene se il papà va a vivere in un’altra casa?”
 

So che non avrei mai dovuto porre questa domanda a mio figlio, ma i miei sensi di colpa comandavano la mia razionalità in quel periodo.

Avevo deciso di lasciarlo.
 

Il fatto era che io non sopportavo l’idea di dividere la famiglia con una persona che non riconoscevo più e non amavo sinceramente: due sconosciuti conviventi. Soffrivo molto a causa di un grosso problema di coppia che avevamo avuto l’anno precedente. Non riuscivo più a vedere il padre di mio figlio con serenità, fiducia e amore.

La separazione era un dovere verso me stessa e verso mio figlio, che era costretto a vivere in una situazione totalmente priva di amore e armonia.

Quando ho deciso di separarmi non lavoravo e sapevo sarei andata incontro a molte difficoltà, sia economiche che gestionali.

Mi sarei ritrovata sola a provvedere a me stessa, alla casa, ai problemi, a gestire ciò che la quotidianità porta inevitabilmente e soprattutto a Giovanni.

Ce l’avrei fatta? Non lo potevo sapere con certezza, ma sentivo che sicuramente la situazione sarebbe stata migliore di quella che stavo vivendo.

Ero davvero infelice, bloccata, senza a prospettiva, senza amore, senza lavoro, senza pace.

Appena il mio ex marito uscito da casa mi sono messa alla ricerca di un lavoro e ho trovato quasi subito fortunatamente come cameriera per le colazioni alle 5 del mattino in un bar vicino casa.

Purtroppo però:

1.     Pagavano una miseria e mi facevo il mazzo quadrato

2.     Mio padre doveva farsi ogni giorno 40 km per portare mio figlio all’asilo siccome io uscivo all’alba

3.     Io volevo comunque correre e fare sport: in quel momento era l’unica cosa alla quale aggrapparmi e dovevo farlo alle 3.30-4.00 di mattina

4.     Non mi piaceva ciò che facevo e come venivo trattata dai titolari e dalla clientela

5.     Ero in forte stress al limite dell’esaurimento e non riuscivo a fare tutto.

Non mi ero data il tempo di riorganizzare la mia vita e quella di Giovanni, mi ero anestetizzata col lavoro per paura di non aver abbastanza soldi per sostenerci.

Ho deciso di lasciare il bar e vivere col solo mantenimento che per legge il padre di mio figlio doveva riconoscerci per un periodo, in modo tale da riprendermi mentalmente e fisicamente dallo tsunami separazione, per capire cosa dovessi fare per dare serenità a me e a mio figlio.

Vi garantisco, i soldi erano pochi, i problemi erano parecchi, ma Giovanni ed io avevamo tutto ciò che ci serviva: amore e serenità.

Ero riuscita.

Stavamo bene. Lui era felice, tranquillo, sorridente ed io molto ma molto meno tesa e preoccupata.

Ovviamente non mi accontentavo di avergli dato solo serenità, non volevo continuare così: casa, palestra, asilo, parco, casa, spesa, banca, asilo, amichetti… Volevo di più per me e per lui.

Volevo darci una vita migliore. Volevo smettere di mettere a Giovi vestitini usati, non volevo più essere obbligata a dirgli di no quando voleva comprare la merenda al bar del parco come i suoi amici. Volevo portarlo al mare, volevo vivere esperienze, volevo darci una casa migliore in cui costruire ricordi puliti, volevo comprarmi vestiti e togliermi i miei sfizi anche io.

Volevo essere una donna autonoma, con una vita soddisfacente e un buon lavoro, non solo una madre single senza soldi. Quanto mi ha insegnato quel periodo sulla gestione delle finanze, del tempo e delle energie, voi non potete immaginare.

Sono cresciuta davvero tanto.

Sin da piccola non ho mai avuto grosse possibilità economiche, affetti e aiuti, anzi…però ritrovarmi da sola con un figlio con i soldi contati per sopravvivere è stata una grande scuola di vita per me.

Così ho deciso di aprire il blog RunningMama.it dove condivido e racconto le mie esperienze di vita. In particolare, mi piace sempre parlare della mia attività sportiva e… molte ragazze hanno cominciato a chiedermi consigli e di dar loro una mano a rimettersi in forma e ritrovare pace e serenità con loro stesse.

Dopo qualche tempo però ho capito che invece di semplici consigli avrei potuto veramente aiutare le donne a ritrovare sé stesse ed i loro sogni. Ed è questo che faccio ora tutti i giorni con i programmi Running Mama.

A distanza di anni, ora stiamo bene, non sono più obbligata a fare i conti con la calcolatrice e darmi un budget per:

– cibo

– abbigliamento

– asilo

– bollette

– benzina

– spese condominiali

– assicurazione

– pizza del venerdi

– telefono

– internet

– sky

…e capire se possiamo permetterci degli extra, tipo manicure e un gioco nuovo.

Un giorno ho mandato un messaggio ad un amico con scritto:

 

“Ehi sai che oggi ho comprato le mutandine a mio figlio?
Non mi sembra vero!”
 

Lui ovviamente non poteva minimamente capire, non credo mi abbia nemmeno risposto, ma io volevo urlarlo al mondo! Mi sentivo capace di provvedere a lui, mi sentivo messa in salvo da me stessa. Mi sentivo una madre degna al 100%.

Non tanto per i soldi in sé, quando per la libertà e le possibilità che spalancano. Per l’indipendenza, per la forza che ci si dimostra, perché ho potuto comprare un volo per me e mio figlio per portarci via da una brutta situazione che si era creata durante quella che doveva essere una vacanza.

Da lì è scattata una molla detto di me: ho capito che il lavoro è la mia salvezza, la mia soddisfazione, il mezzo tramite il qualche posso avere la vita che desidero.

Quindi il lavoro è la mia passione, quasi come la corsa.

È vero. Ho la fortuna di avere un lavoro che amo, più che un lavoro è una missione, una visione, ma me lo sono creata totalmente e io sono SOLA a fare tutto.

Se io vengo a mancare per qualsiasi ragione, finisce tutto.

Ogni volta che spendo soldi mi sento in dovere di fare ancora di più e cerco modi per progredire, crescere, migliorare…

Mi alzo dalle 3.30 alle 4.00 ogni mattina e ricevo parecchie critiche ma se si ha fame Ragazze, e non dico solo di cibo, ma di vita, di crescita, di miglioramento, bisogna farsi il c*lo e non smettere mai di correre per andare più avanti. Nemmeno se siamo arrivate dove non avremmo creduto mai.

Io non avrei mai detto che avrei potuto mantenere una casa mia, mio figlio e me. Mai. Non avrei mai creduto che avrei potuto portare mio figlio a Londra, Cambridge, Monte Rosa, Mar Rosso, Riccione, Minorca… Mai.

Non avrei mai detto che sarei riuscita ad essere autonoma. Però lo desideravo più di ogni cosa e quindi ero e sono disposta a tutto.

Però… e ritorniamo al concetto che ho spiegato prima: sono SOLA. Sono una Mamma single che ogni mattina si sveglia alle 3.30 per correre, lavorare e comunque riuscire a dedicare qualche ritaglio di tempo anche a mio figlio Giovanni.

Giovanni però col tempo crescerà e… Ha bisogno di me, della sua Mamma. Per questo ho preso una dolorosa decisione: riformare il mio metodo di lavoro per riuscire a ritagliare più tempo da dedicargli.

 
Proprio per questo ho deciso di lanciare il nuovo programma Running Mama. In cosa consiste?

 

In un piano di allenamento basato su 4 step “progressivi”.

Cosa significa Progressivi? Semplice: che puoi iniziare quando vuoi INDIPENDENTEMENTE dalla tua condizione fisica attuale e dal tuo livello di allenamento.

– Non ti sei mai allenata e vuoi cominciare ora a rimetterti in forma?

– Hai già fatto qualcosina ma non sei espertissima?

Non preoccuparti, il programma Running Mama fa esattamente al caso tuo! Non importa il tuo livello di forma, non importa se sei allenata, basta una sola cosa:

 

La voglia di mettersi in gioco
 

Esattamente! Basta solo quella 🙂

Il programma si articolerà dunque su quattro “livelli” dalla difficoltà crescente e progressiva (ma niente di troppo impegnativo) con pochissimi attrezzi (non avrai bisogno di un allenamento in palestra) e sarai completamente guidata da me!

Ma come… Ci alleneremo insieme? Mi piacerebbe molto, ma non è possibile 🙁

Avrai però accesso alla piattaforma Running Mama. Al suo interno troverai infatti schede con gli esercizi, consigli utili, linee guida, video di allenamento… insomma tutto quello di cui avrai bisogno per seguire il programma alla lettera.

Tramite questa piattaforma, accessibile con la tua mail e la password che ti arriverà via mail una volta effettuato il pagamento, potrai avere un vero e proprio filo diretto con me!

Ma insomma… quanto costa il programma Running Mama? Hai due possibilità:

La prima: 67€/mese e avrai accesso a:

–       Piattaforma online dove troverai tutto il necessario per seguire il programma: video degli esercizi, allenamenti da seguire, consigli e documenti vari… troverai tutto lì!

–       Una diretta al mese direttamente con me dove risponderò a tutte le tue domande ed eventuali dubbi.

–       Una diretta mensile di “chiacchiere con Running Mama”. Ci prenderemo qualche ora per raccontarci cosa succede nelle nostre vite, come un vero e proprio clubJ Ovviamente gli argomenti sono vari, non solo a tema fitness!

–       Accesso alla Running Mama Community su Facebook, dove potrai interagire direttamente con me quando vorrai!

Tutto questo per 67€/mese pagabili con carta di credito o paypal al link qui sotto:

La seconda modalità di accesso al programma, al prezzo di 97€ al mese pagabili con carta di credito o paypal al link qui sotto, include tutto quanto visto nella versione di base… con in più…

Due telefonate al mese direttamente con me (della durata di 15 minuti circa, ma ovviamente sarò a disposizione per ulteriori spiegazioni per rispondere ad ogni tua domanda) per controllare la situazione e come sta andando 🙂

ATTENZIONE: il programma avanzato (97€/mese) è limitato a soli 50 posti, perciò affrettati!

 

Ricapitolando….

Pacchetto Base

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Una volta fatto mandami via mail a info@runningmama.it la contabile/immagine di avvenuto pagamento e provvederemo a darti accesso alla piattaforma!

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Come puoi vedere qui sopra questi sono alcuni dei risultati ottenuti dalle ragazze che hanno lavorato insieme a me… E alcune di loro vogliono dirti qualcosa!

Domande Frequenti

  • Come avvengono i rinnovi? I rinnovi sono totalmente automatici, non dovrai far nulla. Potrai disattivare il rinnovo automatico direttamente dal tuo profilo paypal oppure scrivendomi a info@runningmama.com
  • Se non rinnovo, avrò comunque accesso alla piattaforma? No, l’accesso alla piattaforma è consentito solamente a chi possiede un abbonamento regolare.
  • Per completare gli esercizi del programma, ho bisogno di attrezzi particolari o abbonamento in palestra? Nelle prime fasi del programma non ci sarà bisogno di nulla, solo della buona volontà:) Successivamente potremo introdurre qualche attrezzo acquistabile per poche decine di Euro (ti indicherò dove), ma niente di impegnativo e non dovrai acquistare un abbonamento in palestra.
  • Quando cominceremo ad allenarci? Vorrei che partissimo tutte insieme per allenarci, perciò se effettui il pagamento ora avrai accesso alla piattaforma dal primo Luglio, così partiamo insieme:)

Non esitare! Ti aspetto nel programma e non vedo l’ora di lavorare insieme a te!

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... e se già segui il mio programma? Leggi qui!

Se già segui uno dei miei programmi non dovrai far nulla per ora! Continuerai ad usufruire di tutti i servizi come prima (chat Telegram compresa). Successivamente, al termine del mese di abbonamento, potrai decidere di unirti al nuovo programma acquistandolo da questa pagina. 

Ti faccio un esempio: hai appena rinnovato il mio programma “vecchio”, facciamo il 20 giugno. Bene, fino al 19 di Luglio potrai continuare ad accedere a tutti i servizi ed alla chat Telegram, ti risponderò come sempre!

Al termine del tuo “vecchio” abbonamento, la chat Telegram verrà disattivata e potrai direttamente accedere al nuovo programma effettuando il pagamento da questa pagina (non preoccuparti, se vuoi fare il programma avanzato ho riservato dei posti esclusivamente per le ragazze che già mi seguono:)

A presto!

Beatrice Barbieri - Via ochino 9 , 42124 Reggio Emilia RE - Codice Fiscale: BRB BRC 82A66 I496I P.I. 02772410359