Figli e cibo sano: come mi comporto io

Figli e cibo: argomento che scotta. Metterli a tavola è un’impresa. Togliere loro il junk food anche.

Non sappiamo proprio come gestire la questione, anche perché mediamente nemmeno noi mangiamo “bene”.

Un giorno una Mamma mi ha chiesto:

“Come possiamo fare a trasmettere, insegnare ai nostri figli a mangiare pulito in modo che sia un piacere, un’esigenza e non un obbligo?”

Ho sempre rimandato la stesura di questo articolo sentendo particolarmente il peso della responsabilità per ciò che scrivo soprattutto se riguarda i bimbi.

Non sono una nutrizionista, una pediatra o una psicologa, ciò nonostante posso dire come ho fatto e faccio con mio figlio in base alla mia esperienza di bimba, ragazza, donna, personal trainer e mamma.

Premetto che ho allattato mio figlio per più di due anni.

Mangiava praticamente solo quello e mele, bistecche di tacchino, cavolfiorei, brodo di carne, minestrone, salmone.

Ciò che ho fatto io è stato semplicemente mettergli davanti ciò che mangiavo io.

Non sono mai stata una mamma fissata per l’alimentazione del figlio, anzi, gli ho sempre permesso di scegliere. Dalle nonne e con i cugini ha conosciuto i biscotti, la Nutella, le patatine, le lasagne, cose che gli ho sempre permesso di mangiare.

Il mio compito è semplicemente quello di dargli limiti e misure.

Se a colazione mi mangia una merenda alla Nutella, il B-ready nello specifico, poi basta junk fino al pomeriggio.

Gli ho sempre parlato e spiegato cosa succede nel suo corpo se mangia una mela e cosa invece se mangia biscotti e a pensarci bene anche lui mi chiedeva:

“Perché non mangi le patatine con me?”

Io gli dicevo la verità: tengo alla mia forma fisica, alla mia salute, voglio che la mia pancia rimanga così, quindi evito volentieri certe cose. E lui sapete che mi dice ora?

“Mamma lo mangio solo io però perché tu altrimenti non rimani così bella e diventi morta.”

Quindi, lavorando alla base, non ho mai dovuto fare grossi sforzi per trattenerlo del magiare. Ha capito, si fida. sa che se gli dico di non poter mangiare una certa cosa, il motivo c’è ed è per il suo bene, perché lo amo, non perché sono una mamma cattiva.

Dobbiamo smettere di aver paura a dire “No non lo mangi Bimbo Mio, piangi pure ma lo faccio per il tuo bene”.

Dobbiamo smettere di metterli buoni col cibo.

Basta aver paura che i figli abbiano fame e non mangino abbastanza.

Giovanni, mio figlio, passa dei periodi in cui magia due cucchiai di minestra a pranzo e due a cena, altri in cui mangerebbe anche me, ma ha SEMPRE ENERGIA ANCHE PER ME!

Insegnamo loro ad ascoltarsi. Se Giovanni mi chiede di poter mangiare qualcosa io gli chiedo se abbia fame vera o solo voglia. Lui riflette e 70 su 100 mi dice:

“Ok niente Mamma!”

Questa onestà verso se stesso e con me, viene premiata: ogni tanto infatti gli dico di mangiarlo ugualmente per togliersi la voglia.

Insomma, equilibrio. Dobbiamo aiutarli a trovare ciò che gli piace mangiare in generale: carne, pesce, parta, finestre, latte, frutta, biscotti, verdure e gestirlo nelle loro giornate con criterio.

Esempio: a Giovanni ora piace la pasta bianca, la pasta al pesto, il riso con la zucca (vedi ricetta QUI), “il pollo giallo” (vedi ricetta QUI), salmone al forno, B-Ready, latte, minestrina con brodo di carne, Kinder, yogurt, banane, arachidi, carote, spinaci..ecco cerco di gestire bene questi elementi.

Fine, nulla di più.

Spero sappia mantenere questo buon equilibrio vita natural durante.

Ultima cosa Mamma, è un appello: se abbiamo figli in sovrappeso, corriamo velocemente ai ripari. Stanno crescendo e non possono essere MAL NUTRITI. Meglio un figlio che piange perché non gli diamo la merendina che un figlio malato.

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