Insonnia: come l’ho sconfitta

L’insonnia è stata una presenza davvero poco gradita nella mia vita. Ha disturbato il mio riposo notturno per 8 lunghi anni.

Chi ne soffre sa perfettamente quanto sia invalidante e quanto possa farci sentire in notevole disagio con noi stesse e con gli altri.

Quando poi ci viene detto:

“Ti vedo stanca…!”

E vorremmo rispondere:

“Per forza brutto indelicato! Ho guardato il soffitto 3 ore stanotte avvolta dal buio e dai miei pensieri che diventavano sempre più angoscianti e infiniti!”

Ma po rispondiamo: la bimba non mi lascia dormire, il cane abbaia, il lavoro è tanto, il letto è scomodo, mio marito russa…perchè sappiamo che qualcosa dentro di noi non va e non è tanto l’insonnia, ma qualcosa di più profondo. E non vogliamo dirlo.

L’insonnia è “solo” la punta dell’iceberg di una serie di cose della nostra vita, che non vanno affatto bene e che creano agitazione, ansia e preoccupazione.

Tutto questo, che durante il giorno reprimiamo lavorando tanto, o mangiucchiando qua e là, o dormendo, o guardando la TV, magari la De Filippi che alleggerisce, ci viene a svegliare di notte.

Sì proprio di notte quando finalmente riposiamo, lasciamo libere le briglie del cervello e lui, o meglio l’inconscio, va a cercare quei pensieri che ci spaventano e ce li sottopone sotto forma di…incubi.

INCUBI CHE SPESSO NEMMENO RICORDIAMO.

Per difesa il cervello rimuove tutto ciò che è fastidioso.

Quindi non dormiamo più e ci ronzano duemilacinquecento cose per la testa che variano dalla lista della spesa, al collega che ci ha detto quella brutta cosa, a problemi esistenziali come sarò davvero una brava madre, a decisioni importanti come lascio mio marito…

Carina vero l’insonnia?

Bene ora vi racconto come l’ho sconfitta io e non è nemmeno da molto sapete, sono esattamente 2 anni e mezzo che dormo tutta la notte fiata se non mi interrompe il sonno la pipì o mio figlio per le coccole.

Faccio un passo o due indietro raccontandovi come la gestivo.

Solitamente mi svegliavo verso le 2 o le 3 di notte e provavo a riaddormentarmi. Quando mi accorgevo di non riuscire mi alzavo e facevo colazione.

Sì facevo coazione proprio: latte, caffè quando ero ancora indisciplinata o meglio, CONFUSA, biscotti e poi mi mettevo sul divano e guardavo Gambero Rosso Channel o una serie TV stravecchia di cui non ricordo nemmeno il nome.

A volte mi riaddormentavo, altre volte – finalmente è mattina – pensavo.

Poi sono andata a convivere e fino a che sono rimasta incinta ho tenuto nascosto questo problema al mio ex compagno perché sapevo mi avrebbe presa in giro.

Stavo a letto e guardavo le ore passare. Con angoscia.

Sono poi rimasta incinta e non ce la facevo proprio a stare lì, nel letto, scomoda, a fingere, volevo alzarmi.

Così ho ripreso la routine della colazione e Gambero Rosso, evoluta poi in colazione e pittura. Ho cominciato a sfogare i miei pensieri su tela, dipingendoli.

Una volta nato Giovanni -ahahaha!, mi scappa da ridere – allattando ogni 2 ore se andava bene, ho dovuto accantonare la pittura e mi sono data alla manicure in notturna. Almeno mi occupavo di me!

Questo è stato il primo segnale, la prima lampadina che mi si è accesa: DEVO OCCUPARMI ANCHE DI ME.

Tramite la pittura ho buttato fuori molto sono sincera: rabbie vecchie, dolori, paure, rabbie nuove e con questa nuova azione nei miei confronti, una semplice manicure, ho capito che potevo utilizzare quel tempo per me invece di sprecarlo.

Nel frattempo dormivo pochissimo, il mio ex marito mi dava della spostata, mia madre diceva che mangiavo poco e facevo troppo sport, mio figlio aveva bisogno di me e continuavo a tenermi la colazione delle 2 di notte ma con una nuove consapevolezza:

DOVEVO ASSOLUTAMENTE CAMBIARE QUALCOSA PERCHE’ FONDAMENTALMENTE NON ERA NORMALE NON DORMIRE.

Che ho fatto?

Come prima cosa ho ripreso un’abitudine lasciata 5 anni prima: andare a correre alle 5 del mattino! 

Purtroppo però dovevo combattere con la mia debolezza e fragilità del tempo e spesso non andavo perché venivo criticata da molti, in primis dal mio ex marito.

Ero una pazza ovviamente, solo una pazza che soffre d’insonnia puà correre alle 5.00, una con dei problemi quindi.

Ecco cosa mi dicevano e io ci credevo, ma sempre meno perché vedevo che se andavo a correre stavo bene, avevo più energie, ero di buon umore, mi alimentavo meglio.

Se non andavo: insonnia, pasti sballati, nervosismo, tristezza affossante…

Sapevo che tutto ciò ha spiegazioni scientifiche perché lo avevo studiato.

Quindi, facendomi forza su questo, o meglio utilizzandolo come scudo per giustificare le mie uscite di running all’alba, ho perseverato.

Ho aggiustato e regolarizzato l’alimentazione totalmente e definitivamente inserendo nutrenti ed eliminandone altri.

Mi sono data delle regole vincenti ed efficaci, come:

  1. mangiare carboidrati alla sera (leggi anche Carboidrati: sì, no e quando mangiarli)
  2. andare a letto presto senza vergognarmene
  3. svegliarmi alle 5 per fare sport
  4. fare sempre un’abbondante colazione DOPO il running
  5. avere regolarità negli orari dei pasti e del sonno

Ecco tutto questo ha fatto sì che il mio corpo si sincronizzasse con la mia testa ed entrasse in un circolo virtuoso di benessere totale.

Gli avevo trovato un modo, una dimensione in cui stare bene, gli avevo organizzato “la vita” per così dire, come forse mi richiedeva da tempo.

Io credo che nella vita che facevo fare al mio corpo, lui non fosse a suo agio. Lo costringevo a stare sveglio fini a tardi per guardate trasmissioni o serie inutili solo per non ascoltare i pensieri.

Mi svegliavo e continuavo a non dare ascolto a ciò che corpo e testa mi dicevano:

“VAI E FAI BEA! NON SPRECARE TEMPO!”

Così durante i running ho iniziato a pensare e pensare e scavare e osservare e conoscermi e conoscer i miei lati bui e oscuri e coccolarli e…RISOLVERLI.

La corsa, la disciplina, le regole mi hanno dato la spinta per gestire tutto così, non rimandare le cose noiose o brigose, utilizzare tutti i momenti per fare tante cose utili, riempire il tempo con vita.

Lo sport e la disciplina, mi hanno insegnato ad ADOPERARMI IN TUTTO E PER TUTTO.

L’insonnia è totalmente scomparsa dalla mia vita 2 anni e mezzo fa, quando il mio ex marito ha lasciato la mia casa, ho cambiato il grosso divano con una bike da spining e un divieto piccino ma carino e ho riorganizzato emozioni e vita grazie alla serenità data dall’essermi detta la verità.

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