Giornataccia: ecco come la affronto io

Quante volte pronunciamo le parole “Che giornataccia…non vedo l’ora che finisca!”

Capita spesso perché la vita è fatta proprio così.

Certi giorni sono una meraviglia, certi altri sono terribili.

Ci troviamo a dover gestire un problema dietro l’altro. magari anche non solo nostri…

A volte basta anche che qualcuno ci dica una frase per noi sbagliata e ci crolla il mondo addosso. In 2 minuti l’intera giornata è rovinata.

Altre volte invece non ci è successo assolutamente nulla. Semplicemente abbiamo le cosiddette patturnie e vediamo tutto nero. Qualunque cosa ci sembra inutile. Tutto insormontabile.

Io non sono mai riuscita a rassegnarmi.

PERDERE UN’INTERA GIORNATA A CAUSA DEL CATTIVO UMORE ERA TROPPO.

Quindi ho detto STOP. Devo vincere io.

Ecco le mie strategie per evitare di buttare nel pattume una giornata perché infondo è vita anche se è brutta.

  1. Mi concedo di sprofondare nella tristezza e nella rabbia. Mi do un tempo però. Esempio durante il mio running, oppure durante il mio allenamento in palestra, o in pausa pranzo…insomma cerco un momento di intimità con me stessa e assaggio, ascolto, mi lascio penetrare dalla tristezza. Piango, urlo, pesto i piedi sull’asfalto o picchio i cuscini, poi…STOP. Rientro nei ranghi e riparto.
  2. Mi tengo impegnata. Cerco di concentrare tutte le energie che sprecherei a rimuginare facendo cose utili. Tipo lavorando tantissimo o se non riesco perché non ho la testa sul pezzo, facendo quelle commissioni o telefonate che rimando sempre. Oppure metto ordine in casa. E’ sempre un’ottima strategia che ci spinge involontariamente a mettere ordine dentro noi stesse.
  3. Spengo le voci interiori negative. Cerco di mettere a tacere i pensieri che mi girano in testa che mi portano nel vortice della scarsa autostima. Qualcuno ha fatto o detto qualcosa contro di me? Prima mi autoanalisi. Cerco di capire se abbia realmente ragione. Metto in discussione in primis i miei comportamenti cercando di essere obiettiva. Poi valuto chi ha detto o fatto la cosa che mi ha resa di cattivo umore e mi fa sentire male o “poca”. Infine mi chiedo quanto influirà nella mia vita futura. Di solito ZERO. Sapete perché? Perché IO NON LO PERMETTO! Spegnere le voci negative significa smettere di pensare male di noi stesse. Darci una pacca sulla spalla e dire a noi stesse “non vale la pena perdere il sorriso per questo, io so chi sono”.
  4. Mi concentro sulle belle cose. Sembra una banalità ma caspita, funziona! Ho dovuto imparare eh, perché non è semplice lasciarsi coinvolgere dal sorriso del proprio figlio quando si ha il morale sotto i tacchi..! Ma se ci lasciamo trasportare faremo un viaggio bellissimo. Davvero: basta fare un elenco mentale dalle belle cose presenti ad oggi nella nostra vita: un caffè più buono del solito, un incontro particolare avvenuto, un piccolo successo raggiunto…se riusciamo a sorridere con noi stesse, raggiungiamo un successo.
  5. Non faccio finta di essere felice. Attenzione: non arrendermi alla giornata di EMME, non significa fare finta di essere felice. Significa semplicemente che faccio il possibile per dare una piega migliore alla giornata. Non mi accanisco ma lotto per gestire le mie emozioni.

Questo è ciò che faccio.

Spesso alla sera vengo di nuovo travolta dall’ondata negativa. La stanchezza si fa sentite e le emozioni mi assalgono di nuovo e io…

…NON MI RIVOLGO AL CIBO COME AVREI FATTO UN TEMPO.

Ma ascolto musica “laccio” (musica da cappio al collo, rende l’immagine?) e piango, penso, rimugino, ripenso finché non ho finito e finchè non mi scappa una risata isterica perché…non mi ricordo più il vero motivo per cui ero così triste!

Provate e fatemi sapere.

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