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Mio figlio ed io in UK: vacanza da vera RunningMama

La vacanza mamma-figlio in Uk è stata una vera e propria esperienza da RunningMama in tutti i suoi significati.

Oltre ad aver fatto il mio solito running, all’alba, prima di colazione, ogni giorno, ho letteralmente e metaforicamente corso col  corpo e con la testa per farci godere la città e l’esperienza al massimo.

Metropolitane, treni, aerei, appuntamenti…in 4 giorni abbiamo visto e fatto veramente di tutto.

Innanzi tutto appena atterrati in London ci siamo fiondati in un Pub meraviglioso e Giovanni, mio figlio è rimasto incantato da odori, colori, stranezza della gente, apertura mentale…le birre…ahahaha!

A Londra come anche a Cambridge, se sei educato e rispetti le regole, puoi essere chi vuoi. Offre la possibilità di fare ed essere ciò che realmente hai dentro senza troppe inibizioni.

Là tutto è normale e tutto è a-normale.

A me e a mio figlio questa cosa è piaciuta veramente tanto, abbiamo trovato una magnifica sensazione di casa, accoglienza, normalità nella anormalità. L’importante è usare sempre disciplina.

So che sembra una contraddizione, ma sono certa che, chi di voi è stata in Uk, capirà.

I pasti:

è vero che gli Inglesi mangiano male, ma io no! Quindi non è assolutamente vero che in vacanza o all’estero si debba per forza ingrassare. Basta sapere cosa scegliere. Basta saper ciò che si vuole.

Dovremmo sempre mantenere il nostro centro, a prescindere da dove siamo e in che situazione ci troviamo.

La regola che mi ero data era che avrei potuto prendere una birra anche a pranzo oltre alla mia solita berretta delle 18.00. Ma stop. Non è che mi dico: “Sono in vacanza e mi posso sfondare”!

Quindi solitamente prendevo birra ovvio, pollo o salmone o manzo alla griglia, con verdure e patate bollite. La cosa più buona che ho mangiato è stata il Riso Thai con curry e pollo: volevo chiedere la ricetta!

Peccavano un pochino nella colazione: pane sempre confezionato ma per 4 giorni si può fare eccome! (cfr. “Gallette, fette biscottate, cracker: io non li mangerei”)

 I running:

correre in Hyde Park è stata l’esperienza di corsa ad oggi più bella e galvanizzante della mia vita. Alle 5.45, con buio, nebbia e umidità, c’era già tantissima gente e di ogni età. Questo mi ha colpito molto. dal giovanissimo universitario al signore in piena pensione!

Correre in Hyde Park inizialmente, mi ha fatto respirare una sorta di pesante malinconia, come se trasudasse il lutto di Lady Diana, ma poi allo spuntare del sole, ha lasciato spazio a euforia e…agli scoiattoli!

Tanti scoiattoli, fontane, monumenti (c’è anche la statua incantevole di Peter Pan!)…insomma un’emozione continua.

Zero paura. Zero. Là correre era NORMALITÀ, così come anche a Cambridge.

In Uk corrono in tantissimi e a tutte le ore. A Londra, vedendo tanti ragazzi correre con uno zainetto molto sottile e aderente, ne ho fermati 2 e ho chiesto loro a che servisse.

La loro risposta è stato un mix di piacere e meraviglia: vanno a correre direttamente dal lavoro, quindi lo zaino serve a riporre gli abiti che si levano in ufficio e riportarseli a casa.

La moda:

Ribadisco che si vestono da cani. Davvero a caso e senza un perché. Credo non sia essenziale per loro quanto lo è per noi Italiani. Piuttosto le Miss e Mrs inglesi curano nei minimi dettagli il make up: tutte truccate alla perfezione da sembrare uscite da un set fotografico!

Comunque a Soho, un quartiere di Londra famoso e particolarissimo, dove meglio si possono intuire i trend, ho rilevato che per la maggiore vanno queste cose:

  • sneakers (Adidas, Newbalance o Vans) spesso indossate con la gonna,
  • cappotti lunghi oversised,
  • piumini largoni e corti,
  • jeans e pantaloni alla caviglia,
  • zainetto o mini bag,
  • stivaletti alla caviglia aderenti con tacco quadrato,
  • shopping bag (proprio le borse in cartone) di Grandi Firme.

 

 

 

E’ stato tosto gestire tutto da sola per me e per Giovi, portare la valigia in giro per le città, organizzare gli spostamenti, riuscire a lavorare, tutto ciò divertendosi con estrema serenità.

Ma è stato meraviglioso perché io e Giovanni abbiamo vissuto un’altra esperienza che ci ha uniti ancora di più, siamo cresciuti, abbiamo superato limiti e paure…eh si eh:

avevo paura di non farcela a reggere tutto!

Invece è stato tutto molto naturale. Abbiamo realmente “solo” cambiato scenario della nostra vita, perché tutto era come sempre, a parte il fatto che non c’era la scuola e la palestra.

A Cambridge ho incontrato Beatrice, una ragazza che alleno da mesi ormai, e con la quale ho stretto un profondo rapporto. Cosa che poi ha contagiato anche i nostri bimbi, per gioia nostra.

Cambridge…che dire…ho fatto il serio pensiero di trasferirmi là. Giovanni pure me lo ha insinuato. Ci è davvero piaciuta. Ridente città a misura d’uomo, con un ritmo di vita molto molto relaxed.

Gente d’impatto molto fredda, ma se vien fatta loro una domanda, ti aprono la porta della cordialità ed estrema accoglienza.

Dove andrò a correre la prossima volta?

Questa è stata la mia domanda al rientro dall’ultimo running sul Fiume Cam….

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